Land grab or development opportunity?
In Africa si sta verificando una nuova corsa alle terre con investimenti finanziari, per accaparrarsi i terreni migliori per produrre derrate alimentari da esportare al di fuori del continente. Ampie fette di terreni agricoli vengono così cedute quasi gratuitamente dai Paesi africani a Stati terzi o investitori in cambio di vaghe promesse, come la creazione di posti di lavoro o lo sviluppo di infrastrutture.
Questa la denuncia contenuta nel rapporto redatto dalle Nazioni Unite, Fao e Ifad sulla crescente tendenza dei Paesi ricchi a garantirsi i diritti di sfruttamento delle terre agricole del continente africano. Lo studio è stato condotto nei seguenti Paesi: Etiopia, Ghana, Mali, Kenya, Madagascar, Mozambico, Sudan e Zambia, riferendo come negli ultimi cinque anni gli investimenti abbiano riguardato circa 2,5 milioni di ettari di terreno. Secondo il rapporto, gli acquisti di terreni africani da parte di imprenditori stranieri possono creare delle opportunità, sotto forma di posti di lavoro, infrastrutture, aumento della produttività agricola, ma possono anche causare “danni se le popolazioni locali sono escluse dalle decisioni sulla divisione dei terreni e se non sono protetti i loro diritti fondiari”. Questo perchè, come sottolinea il rapporto “diversi Paesi non dispongono di meccanismi sufficienti per proteggere i diritti degli agricoltori locali e tenere conto degli interessi e dei mezzi di sussistenza delle popolazioni”.
Il rapporto è stato redatto dalle due agenzie Onu per l’agricoltura, Fao e Ifad, e dall’Istituto internazionale per l’ambiente e lo sviluppo di Londra.




